>External linkFacebookFacebook MessengerFull ScreenGoogle+InstagramLinkedInNewsmostra di piùTwitterWhatsAppClose
News |

“Interrogate Rosa Bazzi”: Azouz Marzouk chiede ai giudici di sentirla dopo Le Iene

Pubblichiamo in esclusiva l'istanza con cui il marito di Raffaella Castagna e padre del Piccolo Youssef, trucidati ad Erba la sera dell’11 dicembre 2006, chiede che sia sentita la donna, alla luce delle dichiarazioni rilasciate a Le Iene. Stasera dalle 21.10 su Italia1 ulteriori novità sul caso

Azouz Marzouk chiede alla Procura generale presso la Corte d’Appello di Milano di sentire Rosa Bazzi. La nuova richiesta va a integrare la domanda di “assunzione probatoria” già presentata dal tunisino 5 giorni fa, che ha l’obiettivo di ottenere la revisione del processo a carico di Rosa e Olindo, condannati in via definitiva all'ergastolo per la strage di Erba avvenuta l’11 dicembre 2006.

Clicca qui sotto per leggere il documento integrale.

 

In questa nuova istanza Azouz, allora marito di Raffaella Castagna e padre del piccolo Youssef, trucidati nella strage, cita l’intervista esclusiva che Rosa Bazzi ha rilasciato a Le Iene (clicca qui per vederla) per la prima volta dopo nove anni, da quando è reclusa nel carcere di Bollate.

“Nel corso dell’intervista Rosa Bazzi ha ribadito la natura inveritiera e dunque autocalunniatoria delle confessioni rese nel corso dell’indagine – esordisce il documento firmato da Marzouk e che potete vedere qui sotto -. Questa circostanza sarebbe sufficiente per rendere necessaria la sua audizione nel procedimento di sollecito alla richiesta di revisione per frode processuale”.

Per Azouz Marzouk, le dichiarazioni di Rosa a Le Iene getterebbero una nuova luce sulla stessa confessione della donna: “tale audizione è imposta da una serie di circostanze ivi emerse – spiega Marzouk nella richiesta ai giudici – che costituiscono ad oggi nuove prove rispetto alle emergenze processuali che hanno caratterizzato l’intera vicenda processuale e in specie la genesi delle confessioni medesime”.

E qui Azouz fa riferimento alle circostanze raccontate da Rosa Bazzi ad Antonino Monteleone, rispetto al fatto che la donna prima di essere arrestata  “sarebbe stata più volte visitata dal Maresciallo Gallorini, comandante della stazione di Erba” e che in queste occasioni "il carabiniere avrebbe invitato la donna a sostare fuori dalla propria abitazione mentre il medesimo le raccontava la dinamica della strage" e che Gallorini,  nonostante l’invito della donna, avrebbe sempre preferito parlarle fuori di casa. Una circostanza, scrive ancora nel documento Marzouk, che Rosa Bazzi “immaginò fosse giustificata dal fatto che l’appartamento era sottoposto a captazione ambientale”.

Azouz, a conferma della sua idea che quella confessione sia stata in qualche modo guidata dagli inquirenti, riferisce anche il racconto che Rosa ci aveva fatto durante l’intervista, quando aveva parlato delle foto del quadruplice omicidio messe dai Carabinieri sul tavolo della caserma e dei dettagli di quella strage ignoti fino ad allora alla donna.

Azouz conclude riportando le circostanze, come dichiarato sempre a Le Iene da Rosa Bazzi, che la donna si sarebbe decisa a confessare seguendo le indicazioni di Olindo, a sua volta convinto da alcuni carabinieri che avevano parlato di possibili benefici di legge per i due.

Qualora queste affermazioni fossero tutte vere, conclude Azouz Marzouk nella richiesta di audizione di Rosa Bazzi, “condurrebbero inevitabilmente alla revisione del procedimento per la strage di Erba in quanto farebbero cadere la prova regina, cioè a dire l’assunzione di responsabilità dei condannati”. Stasera a Le Iene torneremo sul caso e vi daremo ulteriori dettagli.

Clicca qui per lo speciale “Rosa e Olindo: due innocenti all’ergastolo?” e qui per l’analoga intervista a Olindo Romano, sempre in esclusiva in carcere. Qui sotto trovate gli ultimi servizi dedicati al caso.

Strage di Erba: i nuovi servizi de Le Iene

dopo il nostro servizio
Hatem Moustafa, il padre della ragazza italiana di origini egiziane morta dopo essere stata brutalmente picchiata in Inghilterra da un gruppo di giovanissime bulle come vi abbiamo raccontato con Pablo Trincia, commenta la condanna per due di loro a 8 e 12 mesi: “Una parente mi ha riso in faccia, sono in guerra da solo contro l’Inghilterra, per salvare la mia famiglia: perché l’Italia non mi aiuta?”

Questo sito utilizza cookie tecnici, di profilazione e di marketing, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per saperne di più o negare il consento a tutti o alcuni cookie CLICCA QUI.
Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.