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“Non abbiamo niente da temere”. Rosa e Olindo prima dell'arresto | INTERCETTAZIONI

Strage di Erba: nuovo appuntamento con le intercettazioni esclusive che pubblicheremo ogni giorno fino all’udienza del 3 febbraio in cui i giudici dovranno decidere della richiesta degli avvocati di Rosa Bazzi e Olindo Romano di poter esaminare reperti e intercettazioni mai analizzate nel processo. Ecco Rosa che parla con un’amica e il marito con un avvocato il giorno prima del loro arresto

“Non abbiamo fatto niente di male”, “Non abbiamo nulla da temere”. Ecco le voci di Rosa Bazzi e Olindo Romano, al telefono con un’amica e con un avvocato, il giorno prima di essere arrestati con l’accusa di essere gli autori della Strage di Erba del 12 dicembre 2006 per cui verranno poi condannati all’ergastolo. La coppia sembra serena, preoccupata di essere finita in tv ma soprattutto dall’idea di doversi pagare un legale.

Dopo le prime intercettazioni esclusive di ieri dei due in auto (clicca qui per l'articolo e gli audio), continuiamo a proporvene una al giorno, in attesa dell’udienza del 3 febbraio in cui i giudici dovranno decidere della richiesta degli avvocati di Rosa e Olindo di poter esaminare reperti e intercettazioni mai analizzate nel processo. Di questo caso ci occuperemo ancora con nuovi servizi e rivelazioni clamorose con il ritorno in onda a febbraio de Le Iene

Oggi vi proponiamo altre due intercettazioni che, come le altre, sono state allegate al fascicolo ma non sono state acquisite agli atti dal giudice di primo grado, e così non sono mai state valutate nel dibattimento in aula.

Sono due intercettazioni telefoniche del 7 gennaio 2007. Nella prima, Rosa Bazzi e Olindo Romano sono barricati in casa, assediati dai giornalisti. La notizia che gli inquirenti stanno indagando su alcuni vicini di casa è già di pubblico dominio. Rosa chiama l’amica Nanda per avere conforto e qualche rassicurazione.

Al telefono con Nanda, Rosa è in uno stato di evidente apprensione, tanto da accusare malesseri fisici. I due sanno che si parla di un vicino di casa, ma non immaginano di essere proprio loro finché Nanda non dice a Rosa che al Tg5 hanno fatto vedere la foto delle loro facce: “Mi ha telefonato mio fratello che stavo facendo la doccia alle dodici e mezzo e ha detto che su Canale 5 han fatto vedere la tua foto e quella di Olindo, capito?”.

Vengono così a sapere dalla televisione di essere i principali sospettati della strage.

Rosa non se ne capacita: “Noi non abbiamo fatto niente di male”. Ripete più volte a Nanda di aver dato la massima collaborazione a chi indaga e di voler continuare a farlo, perché lei e Olindo non hanno proprio niente da temere.

Non sapendo nulla di come funzionano queste cose, non si spiega come i carabinieri, che riempiono la corte di via Diaz e che in quel momento si trovano proprio fuori dalla loro porta, non li abbiano informati. Rosa si sente protetta e pensa che possano in qualche modo aiutarla: “Eh, ma Nanda allora senti, ma quelle cose qua, cosa abbiamo da fare adesso? Chiedere ai carabinieri cosa possono... cioè... cioè possono farci, aiutarci a fare qualche cosa?”.

Nanda suggerisce che forse dovrebbero cominciare a pensare di prendersi un avvocato, la proposta agita moltissimo Rosa: “Prendere un avvocato no… Nanda… io sono sicura che non abbiamo niente da temere, ohhh stai scherzando?”, “Vogliono fare le foto? Che le facciano, vogliono anche che ci sbattono sui giornali? Che ci sbattano, a noi non ci interessa, io non ho proprio voglia di prendere, cioè non abbiamo neanche la possibilità eh…”, “Non abbiamo la possibilità, cioè Nanda… cioè, abbiamo di mezzo il camper, abbiamo fatto questo… cioè non abbiamo possibilità, Nanda... e poi ha ragione l’Olindo, non ci accusano di niente… possono essere solo…”, “Devono essere i carabinieri a venirmi a dire: guardate signori, prendete un avvocato che c’è un’accusa così così… cioè, poi staremo a vedere perché io di sicuro di sopra non ci sono mai andata da quando sono qua, ecco…”.

Poi, dopo essersi un po’ calmata, prova a spiegare meglio a Nanda quello che pensa: “Io ragiono così. Se c’è qualche cosa, penso che mi vengono, mi suonano il campanello i carabinieri e mi dicono: guardi, venga su in caserma perché c’è questo questo questo… io prendo subito, vado dal carabiniere, punto e basta… penso, nella mia ignoranza”. È tranquilla, non la preoccupa il fatto di poter essere considerata responsabile della strage perché è un’ipotesi per lei impensabile, la preoccupa invece il fatto di doversi prendere un avvocato con il conseguente esborso, che lei e Olindo non si possono permettere.

Dopo aver salutato Nanda, riferisce a Olindo quello che Nanda le ha detto a proposito delle loro foto in televisione. Olindo è incredulo, in un primo momento pensa che li abbiano mostrati come alcuni tra i tanti vicini di casa.

R: “Nanda ha detto: il vicino di casa, e hanno fatto vedere la foto tua, la mia”.
O: “Come vicini di casa?”
R: “No, no, come indagati’.

Poi tranquillizza Rosa, anche lui immagina che se fosse così avrebbero ricevuto un avviso dai carabinieri: “Però il discorso è questo… chi è indagato... cioè, i carabinieri ce lo dicevano, anzi: non si muova anche di casa”. Pensa che sia stato montato tutto dai giornalisti: “Lì ha fatto tutto la televisione”, “Perché sennò dovevano essere loro a venire qua: ‘guardi lei è indagato... così così e così... e invece noi stiamo qui'”.

Anche per Olindo è impossibile che si profili una reale accusa contro di loro e si concentra sul pagamento della parcella per un eventuale avvocato: “Eh allora, cioè noi non è che c’abbiamo soldi da dare, regalare agli avvocati”, “Poi se eravamo indagati arrivavano i carabinieri… i carabinieri sarebbero venuti a dirci: guardi lei è iscritto nel registro degli indagati”.

Da qui si passa alla seconda intercettazione tra l’avvocato Rocchetti e Olindo Romano, avvenuta più tardi sempre nella stessa giornata, il 7 gennaio, che potete sentire qui sotto.


 

Rocchetti è il legale da cui sono stati seguiti Olindo e Rosa per la controversia civile con Raffaella Castagna, una delle vittime della Strage di Erba. È proprio lui a chiamare Olindo quella sera per dirgli di essere stato contattato da diversi giornalisti e testate televisive, tra cui Porta a Porta. Vuole rassicurare Olindo sul contenuto delle sue dichiarazioni alla stampa, ha detto loro che: “L’unica cosa che posso dire secondo il mio punto di vista, per come ho parlato col signor Olindo… mi sembra assolutamente inverosimile l’accusa perché il giorno dopo ho parlato… ed era assolutamente sereno e distaccato, non freddo, quindi non ho avuto il minimo sospetto che fosse lui”.

Olindo coglie l’occasione per chiarire il dubbio suo e di Rosa: se siamo iscritti nel “libro degli indagati” non dovrebbe venire qualcuno a dircelo?

Rocchetti gli dice che non è necessariamente così e ribadisce di nuovo la sua incredulità: “E poi ho detto scusi, un uomo di una certa corporatura… a me sembra che lei fosse un pizzichino più alto di me”, “adesso insomma io non sono una bestia…”, “io mi sono sorpreso che uno come lei avesse potuto fare, abbia potuto fare una… quei gesti, eh insomma… con quegli esiti… capisce? ma minimo minimo doveva essere un troll, scusi eh?”.

Né Nanda né l’Avvocato Rocchetti danno un minimo credito alla pista che conduce ai coniugi Romano.

Il giorno seguente, l’8 gennaio 2007, Rosa e Olindo saranno arrestati.

Ecco qui sotto i servizi principali e lo speciale che abbiamo dedicato finora alla Strage di Erba.

Strage di Erba: i nuovi servizi de Le Iene

esclusiva web

Lo studio della Società italiana di medicina ambientale sul collegamento tra inquinamento e coronavirus, di cui noi vi abbiamo parlato già a marzo, è stato pubblicato sul British Medical Journal confermando le evidenze iniziali: le polveri sottili presenti nell’aria hanno “aperto un’autostrada al coronavirus”. Per prevenire una seconda ondata bisognerebbe usare la “mascherina anche all’esterno dove non fossero assicurate distanze di almeno 6-8 metri”

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