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Daniele Nardi, pericolo valanghe: droni per cercare lo scalatore disperso

Secondo giorno di ricerche sul Nanga Parbat per trovare gli scalatori scomparsi Daniele Nardi e Tom Ballard. Oggi la zona attorno allo sperone Mummery sarà perlustrata da tre droni per il pericolo valanghe

La ricerca di Daniele Nardi e Tom Ballard, i due alpinisti di cui non si hanno più notizie da domenica scorsa, è una lotta contro il tempo e il pericolo valanghe. Dopo la spedizione di ieri con un elicottero, questa mattina le ricerche sono riprese sul Nanga Parbat (Pakistan) con l’ausilio di sofisticati droni che perlustreranno la zona dello sperone Mummery.

A causa delle condizioni meteo e del forte rischio valanghe, l'organizzazione dei soccorsi ha preferito non avvalersi degli alpinisti russi della spedizione sul K2, che da subito avevano dato la propria disponibilità a intervenire.

Le operazioni di soccorso, iniziate ieri mattina, sono proseguite sul piano organizzativo per tutta la notte in stretto contatto con l’ambasciata e l’esercito pakistano. 
Il piano di oggi prevede di prelevare l’alpinista basco Alex Txikon con tre suoi collaboratori, tra cui un medico, dal campo base del K2 per trasportarli al campo base del Nanga e poi in una posizione più vicina alla parete Diamir in direzione del campo 1. Da questo punto, Txikon attiverà tre droni che perlustreranno tutta la zona dello sperone Mummery, fino al plateau sovrastante e lungo tutte le ipotetiche vie percorribili dai due alpinisti che si stanno ancora ricercando. Non si possono utilizzare elicotteri a cause delle condizioni meteo

È in contatto con l'organizzazione dei soccorsi anche Elizabeth Revol, forte alpinista francese che proprio l'anno scorso sul Nanga Parbat è stata soccorsa da una squadra in cui Daniele aveva dato il suo prezioso contributo.

Daniele ed Elizabeth sono stati sullo Sperone Mummery insieme, entrambi hanno esperienza e conoscono bene quella montagna in inverno. il contributo di Elizabeth è sicuramente importante e cruciale.

Ieri durante le prime perlustrazioni è stata individuata completamente coperta di neve la tenda di campo 3, a 5700 metri. “Nell’area sono state individuate tracce di valanga sul pendio che sta ad indicare la pericolosità della zona”, si legge sulla pagina Facebook ufficiale di Nardi.

Ecco le condizioni meteo di oggi sul Nanga Parbat. 

Noi de Le Iene seguiamo dall'inizio la spedizione di Daniele Nardi. L'ultima volta che lo abbiamo sentito ci ha raccontato, parlando col telefono satellitare, della grandiosa sfida con Tom Ballard sul Mummery. Lo scalatore ci ha anche detto di aver fatto una variazione nella scalata: “Per la prima parte siamo rimasti sul percorso che avevo fatto con Elizabeth Revol qualche anno fa, poi l’intuizione! Con Tom abbiamo visto un couloir, una colata di ghiaccio e neve, in mezzo a delle pareti rocciose che ci avrebbe permesso di andare su, in alto, in maniera molto più veloce. E lì abbiamo deciso”.

Hanno scalato per un lungo tratto su neve soffice, ghiaccio vivo, rocce e sono arrivati intorno a 6.200, 6.300 metri di altezza.

Poi sono ridiscesi al campo 4, a 6.000 metri, per mangiare e riposare. Da quel momento, le comunicazioni si sono interrotte. Era la seconda volta che Daniele arrivava così in alto sullo sperone, stavolta però da una strada nuova, diversa da quella che aveva sempre percorso nei precedenti tentativi al Mummery proprio insieme alla Revol.

Guarda qui sotto tutte le news e i video dedicati alla spedizione di Daniele Nardi. 

 

Daniele Nardi: la sfida al Nanga Parbat e le tragica scomparsa

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