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Daniele Nardi, i soccorsi: "avvistate due sagome sul Nanga Parbat"

A scoprirle il potente telescopio montato al campo base. A breve gli elicotteri del soccorso, tempo permettendo, si recheranno sul posto

“Avvistate due sagome sul Nanga Parbat”. A riferirlo è Alex Txikon, l’alpinista basco che sta partecipando da giorni alle ricerche dei due alpinisti dispersi dal 24 febbraio, Daniele Nardi e Tom Ballard.

Una notizia importante dopo giorni di silenzio, che può essere letta in due modi. Le due sagome potrebbero infatti essere Daniele e Tom impegnati in un tentativo di movimento lungo la parete dello sperone Mummery. Ma non si hanno più notizie dei due da undici giorni e questa ipotesi sarebbe praticamente un miracolo. L'altra possibilità è che le sagome corrispondano ai corpi esanimi dei due, dopo giorni di tempeste di neve e di temperature ai limiti della sopportazione umana.

Ora si attende a breve la partenza degli elicotteri del soccorso alpino, che potranno andare a vedere da vicino quelle due sagome. Sempre che il maltempo conceda una tregua e che non cali prima il tramonto. Una ricognizione che potrebbe decidere se questa impresa sia destinata a terminare con la gioia o in tragedia.

Solo ieri il segretario del Club Alpino pakistano, Karrar Haidri, aveva annunciato che le ricerche dei due scalatori erano finite, ma per oggi sono comunque previste missioni di perlustrazione degli elicotteri. Le ultime ricerche si sono concentrate sulla via Kinshofer. 

“Siamo arrivati al campo che stiamo installando sul plateux tra il campo 1 e il 2 a quota 4850 metri – aveva spiegato il basco -. Il tempo è splendido. Fa anche caldo e il pericolo di valanghe aumenta. Con l’elicottero che ci ha portato qui abbiamo fatto una ricognizione molto ravvicinata sulla montagna, lungo la via Kinshofer e poi sullo sperone Mummery e l’area del ghiacciaio tra campo 3 e il punto dove siamo atterrati. Abbiamo raggiunto una quota approssimativa di 7100 metri. Purtroppo non ci sono tracce visibili dei nostri amici”.

Nardi e Ballard sono dispersi sul Nanga Parbat dove hanno tentato l’impresa di salire in vetta passando per il Mummery, uno sperone di ghiaccio di mille metri.

 Un’impresa mai riuscita a nessuno e che seguiva le orme di Brad Pitt in “Sette anni in Tibet”. Noi abbiamo documentato passo dopo passo la loro missione. Prima della sua partenza, abbiamo intervistato Daniele in quella che al momento è la sua ultima intervista, e che potete rivedere qui sotto.

“Se non dovessi più tornare a mio figlio vorrei dire di non fermarsi mai perché il mondo ha bisogno che la pace sia realtà e non solo un’idea”, ci ha detto. “Vorrei essere ricordato come un ragazzo che ha provato una cosa incredibile, impossibile, che però non si è arreso”. 

 

Daniele Nardi: la sfida al Nanga Parbat e le tragica scomparsa

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