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News | di Alessandra Carati |

Prima ricognizione: nessuna traccia di Nardi e la deviazione inattesa

Continua l’intervento di soccorso sul Nanga Parbat per ritrovare gli scalatori Daniele Nardi e Tom Ballard. Dopo un primo giro di ricognizione, nessuna traccia dei due. Più tardi ci sarà un secondo giro. L'ultima volta che lo abbiamo sentito, Daniele ci ha detto di aver fatto una variazione nella scalata al Mummery

Dopo il forzato fermo di ieri dovuto alle tensioni fra India e Pakistan e la chiusura dello spazio areo pakistano, le operazioni di soccorso sul Nanga Parbat sono finalmente partite. L’elicottero è decollato e ha lasciato al campo base Ali Sadpara con altri due alpinisti pakistani. Ora dovrebbero andare tutti e tre verso i campi alti per perlustrare la montagna e cercare Daniele e Tom.

L’elicottero ha fatto un primo giro di ricognizione sulla montagna senza trovare nessuna traccia. Dovrebbe tentare un secondo giro più tardi in giornata, dopo aver fatto rifornimento. 

È da domenica pomeriggio che non abbiamo notizie di Daniele. L'ultima volta che lo abbiamo sentito ci ha raccontato, parlando col telefono satellitare, della grandiosa sfida con Tom Ballard sul Mummery. Lo scalatore ci ha anche detto di aver fatto una variazione nella scalata: “Per la prima parte siamo rimasti sul percorso che avevo fatto con Elizabeth Revol qualche anno fa, poi l’intuizione! Con Tom abbiamo visto un couloir, una colata di ghiaccio e neve, in mezzo a delle pareti rocciose che ci avrebbe permesso di andare su, in alto, in maniera molto più veloce. E lì abbiamo deciso”.

Hanno scalato per un lungo tratto su neve soffice, ghiaccio vivo, rocce e sono arrivati intorno ai 6.200, 6.300 metri. 

Poi sono ridiscesi al campo 4, a 6.000metri, per mangiare  e riposare.

Da quel momento, le comunicazioni si sono interrotte.

Gli alpinisti russi impegnati nell’ascesa invernale del K2 hanno dato la loro disponibilità a intervenire nel caso ci fosse bisogno. Sono allenati e acclimatati, un’ottima risorsa per supportare le ricerche.

Nel frattempo Karim Hayat e Rahmat Ullah Baig, compagni di Nardi proprio in questa spedizione sul Nanga Parbat, stanno procedendo via terra, in un progressivo avvicinamento. Anche loro potrebbero fare molto, sono stati con Daniele e Tom fino a campo tre, conoscono la montagna, sono stati fin sotto il Mummery, durante questo inverno che è stato particolarmente nevoso e che ha costretto i ragazzi a una lunga attesa al campo base e a rivedere le strategie di salita.

Era la seconda volta che Daniele arrivava così in alto sullo sperone, stavolta però da una strada nuova, diversa da quella che aveva fatto sempre percorso nei precedenti tentativi al Mummery.

Daniele Nardi: la sfida al Nanga Parbat e le tragica scomparsa

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