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Il ricordo di Daniele Nardi arriva su Marte con Perseverance | VIDEO

Il ricordo di Daniele Nardi arriva su Marte. L’alpinista italiano è morto nel 2019 tentando un’impresa mai riuscita a nessuno: scalare il Nanga Parbat in Pakistan in inverno passando per lo sperone Mummery. Vi abbiamo raccontato il suo sogno, partendo dall’ultima intervista che ci aveva rilasciato. Il suo nome, inciso in un microchip caricato a bordo del rover Perseverance, è arrivato ora sul pianeta rosso

Il rover Perseverance è atterrato su Marte, un traguardo importante che segna l’inizio di nuove ricerche e nuove scoperte. Proiettata in questo futuro c’è anche una storia che continua, quella di Daniele Nardi, l’alpinista morto nel 2019 tentando un’impresa mai riuscita a nessuno: scalare il Nanga Parbat in Pakistan in inverno passando per lo sperone Mummery.

Noi de Le Iene vi abbiamo raccontato la sua sfida, partendo dall’ultima intervista che ci aveva rilasciato e che vedete qui sopra. Lo abbiamo seguito fino a che purtroppo non ne sono state perse le tracce il 24 febbraio 2019, come potete vedere in fondo a questo articolo.

Prima del lancio del rover Perseverance, la Nasa aveva aperto la possibilità di acquistare una carta d’imbarco per far volare fino a Marte un nome inciso in un microchip. Filippo Thiery, meteorologo che ha seguito Daniele in tutta la sua spedizione sul Nanga Parbat, ma soprattutto suo grande amico, ha deciso di regalargli questo nuovo viaggio.

Il 30 luglio 2020 Filippo pubblicava su Facebook un post dove raccontava questa nuova storia: “Esattamente un'ora fa, Perseverance è decollata da Cape Canaveral a bordo del vettore Atlas V, destinazione Marte, dove toccherà il suolo il 18 febbraio 2021. Mi è venuto spontaneo scrivere il nome di Daniele Nardi, nella lista che la Nasa metteva a disposizione da incidere su un microchip che sarebbe stato inviato all'esplorazione di Marte”.

Oggi il viaggio si è concluso e Filippo saluta l’amico: “Ben arrivato su Marte, Daniele Nardi. Ora, a bordo di Perseverance, da bravo astronauta moderno, come amavi definirti nell'andare a calcare pareti dove nessun essere umano aveva ancora poggiato mani e piedi, sei di nuovo all'opera nell'esplorazione, nello spingerti ai limiti della conoscenza umana per provare a portarli... un po’ più in là.  Buon viaggio sul Pianeta Rosso, Dan. Lancia uno sguardo a quel puntino azzurro in cielo, ogni tanto, così non ci perdiamo di vista”.

Daniele Nardi: la sfida al Nanga Parbat e le tragica scomparsa

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