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Ospedali da incubo in Puglia: il reparto è nuovo ma viene chiuso | VIDEO

Gaetano Pecoraro ci mostra i paradossi della sanità in Puglia. Ci sono reparti appena ristrutturati che vengono chiusi e chi dovrebbe controllare ha precedenti penali ma non un concorso pubblico alle spalle. Siamo andati a chiedere spiegazioni al governatore Michele Emiliano, che non l’ha presa benissima

L’inchiesta de Le Iene sugli ospedali da incubo arriva in Puglia. Gaetano Pecoraro ci mostra il paradosso di alcune strutture della provincia di Bari. Una di queste è il Saccone di Terlizzi che nonostante la ristrutturazione da 13 milioni di euro chiuderà entro la fine del 2020.

“C’è stato un business estremo sull’edilizia ospedaliera”, sostiene un medico primario dell’Asl di Bari che per sicurezza preferisce non mostrarsi in volto. Qui ci sono ospedali con strutture nuove e apparecchiature ma nessuno li usa. “La politica era di costruire ospedali, poi si vede a che cosa servono”, dice la nostra fonte. In corsia il personale ci parla di reparti aperti per un solo paziente: “Milioni di euro buttati nel cesso”. Sale con la vasca per il parto in acqua, stanze e apparecchiature nuove. Qui lo spreco sono anche i medici che lavorano poco o niente come precisa la nostra fonte: “Perché vengono sottratti dove invece servirebbero”. In questa vicenda c’è anche un’assurdità: tutto questo spreco si poteva evitare. La ristrutturazione di questo ospedale è iniziata quando già si sapeva essere superflua. “Perché è a 10 chilometri da quello di Molfetta, 15 da quello di Corato e a 20 dal San Paolo”.

Ora la domanda è spontanea: che fine fanno gli ospedali pugliesi che vengono dismessi in un’ottica di ottimizzazione? “Dovranno essere riconvertiti in presidi di assistenza per il territorio”, spiega Mario Conca, consigliere regionale. Per avere idea di quello che diventeranno queste strutture, andiamo a vedere quelle chiuse da qualche tempo. Una di queste è l’ospedale di Rutigliano, dismesso nel 2010 e oggi punto di primo intervento.  Siamo andati a vederlo, ma è tutto deserto. Le porte sono sbarrate, proviamo ai citofoni ma solo una persona ci risponde dicendo di non voler aprire. Sono i passanti a spiegarci che cosa succede: “La guardia medica ci diceva che ha paura. Qua c’è da spaventarsi la notte. C’è gente che si droga”.  

Insomma quello che prima era un ospedale, ora è una struttura fatiscente che fa paura al poco personale in servizio. Cambiamo struttura, ma il copione è lo stesso. Andiamo all’ex ospedale di Toritto, sempre in provincia di Bari, dove c’è anche una piscina per riabilitazione che è dismessa nonostante sia costata 300mila euro. Come questa ce n’è un’altra ad Alberobello e un’altra ancora a Bari. Invece all’ex Santa Maria degli Angeli di Putignano è stato declassato. Oggi si presenta con stanze vuote e attrezzature abbandonate.

Qui un tempo c’era il reparto di pediatria spostato in un’altra struttura. Andiamo a vederla e sembra uno scantinato, dove non ci sono lavandini e le barelle non entrano. “Questo è stato declassato in virtù della costruzione di un ospedale a Monopoli”, ci spiega una dottoressa. E infatti è già avviato il cantiere per la sua realizzazione. Che senso ha investire in nuove strutture per dismettere quelle da poco ristrutturate?

“La regione Puglia è sotto amministrazione controllata per eccesso di spese. Le dirigenze delle Asl dovrebbero vigilare, ma chi deve gestire non ha fatto i concorsi. Spesso si vince per colloquio e non per titoli. A volte vince chi non può nemmeno partecipare avendo procedimenti penali in corso”, sostiene la fonte. Uno di questi è il direttore Giorgio Saponaro che avrebbe fatto pressioni per modificare degli atti pubblici. Come ha fatto a vincere un concorso pubblico? Siamo andati a chiederlo a lui, ma non vuole parlarci. Così andiamo da chi ha firmato la delibera per la sua assunzione: il direttore delle risorse umane dell’Asl di Bari. Anche lui però non è stato assunto tramite concorso. “Sono entrati come 15 septies e poi sono stati stabilizzati”, sostiene la nostra fonte. Una norma che permette di saltare i concorsi in casi di necessità e urgenza, ma poi in Puglia sono diventati stabili. Ma della sua assunzione il direttore dell’Asl non vuole parlarne.

Così Gaetano Pecoraro va dal presidente della regione Michele Emiliano per chiedergli di questi sprechi. “Lei se parla così rischia di essere querelato perché di sperperi non ce ne sono”, dice. A proposito degli ospedali chiusi nonostante le recenti ristrutturazioni aggiunge: “Erano cattedrali nel deserto fatte da precedenti amministrazioni. Noi abbiamo dovuto chiudere e in più vieni a massacrarci. Lo fai perché siamo terroni?”.

Guarda qui sotto tutti i servizi dedicati all'inchiesta di Gaetano Pecoraro sugli ospedali da incubo.

 

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