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Ospedali da incubo: dopo Le Iene il dg dell'Asp di Reggio Calabria si dimette. Ma viene subito riconfermato

Dopo l’inchiesta di Gaetano Pecoraro sulla Sanità in Calabria, in cui abbiamo documentato le condizioni degli ospedali di Locri e Polistena, il direttore generale e sanitario di Reggio Calabria, Pasquale Mesiti, ha presentato le sue dimissioni. Ma è stato riconfermato

Dopo l’inchiesta de Le Iene sulla sanità in Calabria, il direttore generale e sanitario dell’Asp di Reggio Calabria, Pasquale Mesiti, ha presentato le sue dimissioni al commissario della Sanità Saverio Cotticelli. Ma il commissario l’ha riconfermato.

Gli ultimi due episodi dell’inchiesta di Gaetano Pecoraro sugli ospedali da incubo si sono spostati infatti dalla Campania alla Calabria, dove la Iena ha visitato le strutture di Locri che fanno capo all’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria e chiesto risposte sulle condizioni trovate proprio al dg Pasquale Mesiti.

Siamo entrati nell’ospedale di Locri, che mostra problemi strutturali piuttosto evidenti. Niente impianto antincendio, tetti caduti, tubi che perdono e sacchi dell’immondizia abbandonati. Per non parlare degli ascensori: ne funziona solo uno, che quindi trasporta di tutto, dai malati alla pattumiera.

Le stesse condizioni, se non peggiori, le abbiamo trovate nell’altro presidio ospedaliero di questa azienda sanitaria: quello di Polistena, dove alla domanda a quando risale l’ultimo concorso pubblico per medico primario, la risposta dell’ufficio risorse umane è stata un silenzio sconcertante.

Si è arrivati a questo stato dopo anni di mala gestione, soldi che spariscono, politica e microcriminalità. Per molti è tutto riconducibile alla ’ndrangheta.

Gaetano Pecoraro è andato a parlare delle condizioni di questi ospedali direttamente con il direttore generale di questa azienda sanitaria, Pasquale Mesiti, che è contemporaneamente direttore generale e direttore sanitario. Gaetano Pecoraro gli ha fatto notare che, avendo esaminato il suo curriculum, Mesiti non sembra avere i titoli necessari per ricoprire quei ruoli. “Beh, non lo so”, è stata la risposta. E quando gli chiediamo il bilancio dell’Asl che lui dirige, ammette candidamente che ha “un dissesto enorme. Non abbiamo bilancio dal 2013”.

Come è possibile che non ci sia un bilancio aziendale? Gaetano Pecoraro, nel secondo servizio dedicato al tema, lo ha chiesto a Francesco Zavattaro, che gestisce tutte le strutture ospedaliere del Friuli. “Io decadrei dal mio incarico dopo un minuto. Non è ammissibile non avere un bilancio”, risponde. Invece in Calabria evidentemente la Regione paga per avere strutture decadenti. E le assenze di gare d’appalto per la manutenzione? “Siamo nell’inverosimile, è proibito nel nostro Paese”, dice Zavattaro.

Gaetano Pecoraro è così andato a parlare con la ministra alla Salute. “Siamo messi molto male lì ognuno fa quello che gli pare e nessuno gli dice che non si fa così”, dice Giulia Grillo. “L’unico responsabile è il presidente della Regione. Noi stiamo cercando di capirlo”. Perché lì c’è un problema che si chiama ‘ndrangheta. “E certo”, conferma lei.

Le dimissioni presentate ieri mattina da Mesiti sembrano essere un’ammissione di responsabilità. Ma perché allora Cotticelli le ha respinte? “Forse perché avrebbe voluto dire riconoscere un po’ di responsabilità?”, dice Gaetano Pecoraro nel video che potete vedere qui sotto, pubblicato sulla sua pagina Facebook.

 

Guarda qui sotto tutti i servizi sull'inchiesta degli "Ospedali da incubo".
 

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dopo il nostro servizio
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