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Sanità da incubo in Calabria: Conte scende in campo

Il Premier Giuseppe Conte annuncia il prossimo Consiglio dei Ministri in Calabria per aiutare una regione “tra le più abbandonate del Sud, con una sanità disastrata e una criminalità insidiosissima”. Proprio quello che Le Iene per prime vi hanno raccontato

“Organizzerò un Consiglio dei ministri in Calabria per un intervento sulla sanità straordinario e risolutore”.

Il Premier Giuseppe Conte annuncia di voler scendere direttamente in campo sul tema spinosissimo della malasanità italiana, soprattutto nella già devastata Calabria. Una regione di cui ancora Conte dice: “è una delle regioni del sud Italia più abbandonate a se stesse e il Consiglio dei ministri avrà un valore simbolico ma anche operativo. In Calabria ci sono tanti problemi – ha proseguito il Premier -una sanità disastrata e una criminalità insidiosissima. Con il Consiglio dei ministri porteremo delle misure concrete“.

Una linea che sembra sposare l’intervento di pochi giorni fa della ministra Grillo, che aveva parlato di “un intervento straordinario e risolutore”. E la stessa ministra Giulia Grillo aveva fatto visita agli ospedali da incubo di Locri e Polistena in Calabria, dopo che Gaetano Pecoraro le aveva mostrato le immagini che avevamo raccolto noi de Le iene sulla situazione disastrosa della sanità regionale.

E come già Gaetano Pecoraro, anche Giulia Grillo aveva trovato ascensori e apparecchiature fuori servizio o non omologate e il dubbio che dietro alla malasanità ci fosse. l'ombra della 'ndrangheta. E non bastasse già questo quadro così sconsolante, nel corso dell’ultimo servizio il nostro Gaetano Pecoraro vi aveva raccontato la gestione assolutamente “allegra” e fuori controllo dei conti della sanità calabrese, con l’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria a cui manca un bilancio dal 2013 ma anche tracce della contabilità. 

Un disastro, tanto che il direttore tecnico di un’’Asp calabrese ci aveva detto: “C’è il filone dei doppi pagamenti” attraverso cui molti fornitori di ospedali venivano pagati due volte per gli stessi lavori.

In questo nuovo tassello dell’inchiesta de Le Iene sugli ospedali da incubo, Gaetano Pecoraro ha parlato di questo sistema con quattro alti dirigenti che sono stati ai vertici dell’Asp di Reggio Calabria. Per ragioni di sicurezza personale non ci hanno concesso un’intervista, ma dalle loro parole capiamo molte cose.

“Il problema grosso non è solo che mancano i bilanci, manca proprio la contabilità”, ci dice un dirigente. “Io ho trovato tutta una serie di pagamenti dove non è specificato quali fatture vado a pagare. In quel modo se quel fornitore mi chiede una seconda volta il pagamento di quella fattura gliela pago un’altra volta, una seconda volta, una terza volta”. Non esiste un registro e quindi neanche traccia dei pagamenti. 

“In questo modo i debiti non vengono estinti: il pagamento l’ho fatto, ma il debito resta. In tutto ho trovato circa 200 milioni di pagamenti fatti senza causale”. E quando l’Asp non paga le fatture, i fornitori cosa fanno? “Agiscono ottenendo decreti ingiuntivi e pignoramenti, per 150 milioni di queste ingiunzioni pagare non si sa nulla neanche chi li ha incassati quei soldi!”

Questo sistema però consentiva ai creditori di far lievitare i costi in maniera enorme. “Se ho un decreto ingiuntivo, lo lascio lì 10 anni”, ci dice un altro testimone. “Non lo mando in esecuzione perché il giudice mi ha riconosciuto gli interessi commerciali”. Interessi che possono arrivare fino al 10% e diventano un investimento! “E’ come se una banca ti dà un interesse del 9% all’anno. Sono una marea di soldi”.

Noi siamo andati a parlare con Giuseppe Corea, il direttore delle risorse finanziare dell’Asp Calabria. Con lui facciamo qualche verifica incrociata di chi ha chiesto il pagamento di alcune fatture per avere il pagamento forzato. Su 7 fatture, una di 52mila euro è stata pagata. Come mai allora lo richiede ancora? L’unico che può fermare questa emorragia di denaro è il nuovo commissario della sanità calabra, Saverio Cotticelli: “Sarò la sentinella della legge, atti illegali con me non ce ne saranno mai”. 

E in Calabria c’è anche il caso di chi ha una doppia carica. Il dottor Mesiti è sia direttore generale che sanitario dell’agenzia sanitaria. “Non abbiamo un bilancio dal 2013 è una situazione particolare”, spiega. “C’è stata una cattiva gestione”. Ora speriamo che la “discesa in campo”del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte porti davvero aria di rinnovamento, e di pulizia, nella devastata sanità calabrese. 

 

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