>External linkFacebookFacebook MessengerFull ScreenGoogle+InstagramLinkedInNewsmostra di piùTwitterWhatsAppClose
News |

Ospedali da incubo in Calabria: beccato un furbetto dei “doppi pagamenti”?

Uno studio radiologico di Siderno avrebbe intascato 4 milioni di euro di soldi pubblici facendosi pagare due volte le stesse fatture. Sotto indagine anche 12 dipendenti dell’Asp di Reggio Calabria, che non avrebbero controllato. Un metodo che non stupisce Le Iene: ve lo avevano già raccontato con Gaetano Pecoraro

Fatture di vendita di prestazioni sanitarie, secondo l'ipotesi dell'accusa, sarebbero state fatte pagare due volte allo Stato (cioè alle nostre tasche), per un “tesoretto” illecito di 4 milioni di euro.

Quello che sarebbe accaduto in uno studio radiologico di Siderno, che avrebbe riscosso somme non dovute dall'Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, è esattamente ciò che per primi vi abbiamo raccontato con l’inchiesta di Gaetano Pecoraro sulla sanità in Calabria e sugli ospedali da incubo (qui sotto trovate tutti gli articoli e i servizi di quest’inchiesta, qui sopra vedete quello dedicato proprio alle “doppie fatture”).

La Procura di Reggio Calabria ha avviato le indagini per falso ideologico e truffa aggravata allo Stato il rappresentate legale di uno studio di esami radiologici, che avrebbe usato il sistema del “doppio pagamento” intascando così 3 milioni di euro di capitale e uno di interessi. L’uomo avrebbe rilasciato false dichiarazioni nelle quali spiegava di non avere mai incassato prima quelle fatture e di non averle cedute a società di factoring (circostanza quest’ultima invece, secondo quanto dicono i finanzieri, che sarebbe in realtà accaduta).

Un doppio pagamento, hanno spiegato gli inquirenti, che sarebbe avvenuto soprattutto a causa dei mancati controlli incrociati dell'Asp reggina, verso la quale adesso sono partiti 12 avvisi di garanzia.

Ve lo avevamo già raccontato, questo sistema del doppio pagamento che ha accentuato la già enorme voragine dei conti della sanità pubblica calabrese.

Ce lo aveva raccontato proprio un alto dirigente di quella stessa Asp: “Il problema grosso non è solo che mancano i bilanci, manca proprio la contabilità. Io ho trovato tutta una serie di pagamenti dove non è specificato quali fatture vado a pagare. In quel modo se quel fornitore mi chiede una seconda volta il pagamento di quella fattura gliela pago un’altra volta, una seconda volta, una terza volta”. Non esiste un registro e quindi neanche traccia dei pagamenti. 

“In questo modo i debiti non vengono estinti: il pagamento l’ho fatto, ma il debito resta. In tutto ho trovato circa 200 milioni di pagamenti fatti senza causale”. E quando l’Asp non paga le fatture, i fornitori cosa farebbero? “Agiscono ottenendo decreti ingiuntivi e pignoramenti, per 150 milioni di queste ingiunzioni pagare non si sa nulla neanche chi li ha incassati quei soldi!”

Un sistema questo che, stando a quello che ci è stato raccontato, consentiva ai creditori di far lievitare i costi in maniera enorme. “Se ho un decreto ingiuntivo, lo lascio lì 10 anni”, ci ha raccontato un altro testimone. “Non lo mando in esecuzione perché il giudice mi ha riconosciuto gli interessi commerciali”. Interessi che possono arrivare fino al 10% e diventano un investimento! “E’ come se una banca ti dà un interesse del 9% all’anno. Sono una marea di soldi”.

Gaetano Pecoraro è andato allora a parlare con Giuseppe Corea, il direttore delle risorse finanziare dell’Asp Calabria. Con lui facciamo qualche verifica incrociata di chi ha chiesto il pagamento di alcune fatture per avere il pagamento forzato. Su 7 fatture, una di 52mila euro è stata pagata. Come mai allora il pagamento viene richiesto di nuovo? L’unico che può fermare questa emorragia di denaro è il nuovo commissario della sanità calabra, Saverio Cotticelli, che ha promesso: “Sarò la sentinella della legge, atti illegali con me non ce ne saranno mai”. 

Ecco qui sotto tutti gli articoli e i servizi dell'inchiesta "Ospedali da incubo" di Gaetano Pecoraro.

Ospedali da incubo tutti i servizi e gli articoli

Questo sito utilizza cookie tecnici, di profilazione e di marketing, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per saperne di più o negare il consento a tutti o alcuni cookie CLICCA QUI.
Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.