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Coronavirus, rivolta nelle carceri: 6 morti a Modena, evasione a Foggia | VIDEO

Le misure di contenimento della diffusione del coronavirus nelle carceri hanno causato la rivolta dei detenuti in vari penitenziari. A Modena sono morti 6 detenuti, a Pavia trattenuti 2 agenti: “Nessuna violenza, nessun sequestro“, ha chiarito il procuratore

Modena, Pavia, Salerno, Napoli, Frosinone, Vercelli, Alessandria, Foggia, Palermo. Le carceri italiani hanno preso fuoco ieri sera, da nord a sud, con i detenuti in rivolta contro le misure adottate per cercare di fermare la diffusione del coronavirus. Tra le varie limitazioni disposte dal governo per contrastare l’epidemia, infatti, ci sono anche lo stop ai colloqui e l’impossibilità di vedere i propri famigliari: questo, insieme alla paura del virus, ha acceso la miccia degli scontri dentro (ma anche fuori) dai penitenziari.

A Palermo, come potete vedere nel video registrato da Partinico Live qui sopra, i carcerati hanno gettato oggetti in fiamme dalle finestre del penitenziario. Lenzuoli e carta sono stati dati alle fiamme e lanciati verso l’esterno del carcere, dove si sono radunati anche alcuni parenti dei detenuti che si sono uniti alla protesta. I carcerati hanno anche iniziato a battere contro le inferriate delle finestre per attirare l’attenzione all’esterno.

A Foggia durante la rivolta un gruppo di 20 detenuti è riuscito a evadere. Secondo testimonianza raccolte da noi di Iene.it, un gruppo di evasi sarebbe riuscito a impossessarsi di alcune armi. Sembra siano stati presi ostaggi all’interno di un supermercato, ma non ci sono ancora conferme ufficiali.

A Modena è intanto salito a 6 il numero dei morti tra i detenuti. Ci sono anche 18 feriti tra carcerati e agenti di polizia, 4 sono gravi. Le autorità penitenziarie sostengono comunque che non ci siano segni di violenza sui deceduti: sarebbero tutti deceduti a causa di overdose di farmaci ottenuti saccheggiando le scorte del penitenziario. Saranno le indagini della procura a stabilire cosa sia effettivamente accaduto.

A Pavia, invece, si era sparsa la voce che i detenuti avessero sequestrato e picchiato violentemente due agenti di polizia penitenziari. La notizia è stata però smentita al procuratore aggiunto: “Nessun atto di violenza, nessun sequestro”, ha detto il pm. Dopo qualche ora la situazione è ritornata alla calma e i detenuti sono rientrati nelle loro celle.

In molte delle carceri toccate dall’onda di rivolta i detenuti avrebbero devastato le strutture, dando fuoco a materassi e altro. A Napoli invece sono scesi in piazza anche i famigliari dei detenuti per chiedere l’amnistia per i propri cari, e c’è voluto l’intervento delle forze dell’ordine per riportare la situazione alla calma.

Ecco la rivolta nel carcere di Modena

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